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Il Centro Regionale Trapianti Abruzzo e Molise

  • S. Maria di Collemaggio
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  • Avezzano Castello Orsini Colonna

Chi Siamo

Il Centro Regionale per i Trapianti, istituito ai sensi della Legge n. 91 del 1999 svolge i compiti istituzionali sia per la regione Abruzzo che per la regione Molise. I dettami della legge 91 sull'organizzazione delle attività di coordinamento sono, infatti, recepiti nelle linee guida approvate in conferenza Stato-Regioni in data 21.3.2002 e a loro volta recepite dalla Regione Abruzzo (DGR n. 88 del 13/2/2004) e dalla Regione Molise (DGR n. 1169 del 6.10.2003).

Una Scelta in Comune

Il CRT ha attivato il Progetto "Una scelta in Comune" per offrire al cittadino la possibilità di dichiarare la propria volontà in merito alla donazione al momento del rilascio/rinnovo della Carta d'identità.

Si ringraziano i Comuni che aderiscono al Progetto.

 


 

Papa

Il 26 marzo 2026, nella Sala Clementina, Papa Leone XIV ha accolto in udienza privata 400 professionisti della Rete nazionale trapianti, riuniti a Roma in occasione degli Stati generali della rete, che hannovisto la partecipazione della dottoressa Daniela Maccarone e di altri medici del . Nella delegazione accolta dal Pontefice in udienza privata il Ministro della salute, Orazio Schillaci, il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone, e il presidente della Pontifica Accademia per la Vita, sua Eccellenza Mons. Renzo Pegoraro e, tra gli altri, alcuni esponenti del Centro Regionale Trapianti Abruzzo e Molise tra cui la Responsabile, dottoressa Daniela Maccarone.

Il Santo Padre ha espresso un forte riconoscimento per il lavoro svolto quotidianamente dalle équipe sanitarie impegnate nella donazione e nel trapianto di organi, definendolo un servizio “esigente e spesso nascosto”, caratterizzato da competenza, responsabilità e profonda umanità.

Nel suo intervento, Papa Leone XIV ha ricordato il settantesimo anniversario della prima donazione di organi in Italia: il Beato don Carlo Gnocchi scelse di donare le sue cornee a due giovani assistiti della sua Opera, contribuendo ad avviare un percorso di riflessione etica e normativa che ha progressivamente portato allo sviluppo del sistema trapiantologico nazionale.

Ripercorrendo la posizione della Chiesa sul tema, il Pontefice ha richiamato gli orientamenti espressi dal Magistero nel corso dei decenni: da Pio XII, che già nel 1956 riconobbe la liceità del prelievo a fini terapeutici, fino agli insegnamenti di San Giovanni Paolo II Papa Francesco sul valore della donazione come espressione di solidarietà e fraternità universale. Papa Leone XIV ha riaffermato l’importanza di garantire sempre criteri etici, trasparenti e rispettosi della dignità della persona, ribadendo il carattere gratuito del dono.

Nel suo discorso, il Santo Padre ha sottolineato che il trapianto è possibile solo grazie alla relazione di cura e fiducia tra operatori sanitari, pazienti e famiglie. La “generosità dei donatori”, ha affermato, resta la condizione essenziale per salvare vite e sostenere un sistema che continua a essere riconosciuto anche a livello internazionale.

Papa Leone XIV ha rivolto un incoraggiamento alla comunità scientifica impegnata nello sviluppo di nuove soluzioni per rispondere al fabbisogno crescente di organi, ricordando che l’innovazione deve sempre rimanere orientata al bene integrale della persona. Ha inoltre invitato le istituzioni e il mondo del volontariato a proseguire nelle attività di informazione e sensibilizzazione, affinché cresca una cultura della donazione libera e consapevole.

Concludendo l’udienza, il Santo Padre ha ringraziato gli operatori della Rete per l’impegno quotidiano e ha rivolto un augurio per il proseguimento del loro lavoro a servizio dei pazienti e della collettività.

Il discorso integrale del Santo Padre è disponibile qui

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